Passato e Presente - 1933: l'incendio del Reichstag - 27/02/2019
Sonstiges
27 febbraio 1933. La sede del Parlamento tedesco viene distrutta da un incendio. Per Hermann Goering i colpevoli sono i comunisti. Molti tesserati e funzionari del partito vengono arrestati. Tra questi ci sono i comunisti bulgari Georgi Dimitrov, Blagoj Popov ed Ernst Togler, accusati, insieme a Marinus van der Lubbe, di avere preso parte all'incendio del Reichstag. Il giorno dopo Hitler ottiene dal presidente Hindenburg la firma di un decreto d'emergenza. È il primo di una serie di decreti che progressivamente sospendono gran parte dei diritti civili garantiti dalla costituzione della Repubblica di Weimar. Il 21 settembre 1933, a Lipsia, si apre il processo ai presunti incendiari del Reichstag. Marinus van der Lubbe viene condannato a morte. I tre comunisti bulgari vengono prosciolti e Georgi Dimitrov riesce a capovolgere radicalmente l'andamento del processo diventando il simbolo della lotta antifascista e trasformando il processo nella prima grande azione di resistenza al fascismo in Europa. In studio, con Paolo Mieli, il prof. Ernesto Galli della Loggia.
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