Passato e Presente - Il canto del lavoro - 01/05/2026
Sonstiges
“Shur padrun da li beli braghi bianchi, fora li palanchi”. Così cantavano le mondine per reclamare il salario dal padrone. E nelle tonnare, la mattanza era scandita dalla cialoma, “Eh amo, eh amo, eh amola”. Dalle risaie del nord alle cave di marmo, dalle tonnare alle filande, per secoli il lavoro è stato accompagnato dal canto. Canti di fatica, di coordinamento dei gesti, di invocazione religiosa e, poi, canti di protesta. Dalla fine del XIX secolo con la nascita dei movimenti operai e delle leghe contadine, dentro il tempo condiviso del lavoro cresce qualcosa di più profondo: il canto si fa memoria, solidarietà, e, a poco a poco, diventa voce collettiva di protesta e di riscatto. I contenuti delle canzoni cambiano, parlano di rivendicazioni economiche e di diritti, e nella giornata del Primo Maggio, Festa dei Lavoratori, troveranno il loro più importante e solenne momento celebrativo. Un viaggio tra storia sociale, musica e memoria, alla scoperta di un patrimonio popolare che ha dato voce al lavoro. In studio con Paolo Mieli il professor Gioachino Lanotte.
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